IL DIRITTO ALLA PARTECIPAZIONE E IL CONSIGLIO D’EUROPA

Tutte le attività del Consiglio d’Europa rivolte ai bambini  e agli adolescenti sono strettamente legate alla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e destinate a rafforzarne  i capisaldi e cioè   il completo sviluppo e protezione   dell’infanzia.

Da quando  nel 2006 a Monaco  venne lanciato il Programma “Costruire un Europa per e con i bambini” il Consiglio d’Europa (COE) ha promosso e avviato  una serie di strategie per orientare il proprio lavoro a favore dei diritti dell’infanzia.

Quella attuale, “Strategia per i diritti dei bambini 2016-2021” è stata adottata a Sofia ad aprile 2016.

La strategia prevede cinque aree di azione  per tutti i bambini.

Per quanto riguarda l’ambito della partecipazione, il Consiglio d’Europa ha, tra le altre iniziative, prodotto una Guida per l’implementazione della partecipazione, il Child Partecipation Assessement Tool (CPAT) e la sta promuovendo di anno in anno  in diversi paesi.

La guida predispone  10  indicatori specifici e misurabili con i quali gli Stati possono iniziare a misurare  nel loro paese  i progressi della partecipazione dei minorenni.

Il processo di monitoraggio  in Italia  è  coordinato dal CIDU (Comitato Interministeriale per i Diritti Umani) coadiuvato da Comitato Italiano per l’UNICEF e gli incontri e i focus group sono condotti grazie alla collaborazione del network nazionale PIDIDA – Per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Il CPAT  fornisce 10 indicatori basilari trasversali, non tematici, e riguarda tre aree considerate strategiche per lo sviluppo della partecipazione:

La Guida  intende aiutare gli Stati a:

L’Italia è stata selezionata, insieme a Bulgaria e Lituania , per testare la Guida  nel  2017, sulla base di una roadmap proposta dal Consiglio d’Europa.

Essa consta di tre fasi principali: la preparatoria (gennaio-marzo), l’attuativa (aprile-ottobre/novembre) e la conclusiva (novembre-dicembre) , sino ad estendersi a gennaio 2018 per l’organizzazione di un evento congiunto dei tre Paesi a Strasburgo.

In essa si prevedono le seguenti azioni:

 

  • Traduzione dei materiali e redazione di documenti child friendly
  • Consolidamento del team di lavoro e definizione delle modalità interlocutorie con tutti gli attori, istituzionali e non, competenti;
  • Avvio di contatti ed organizzazione di incontri con i predetti attori, per informare in merito alla Guida e ricevere riscontro sul grado di coinvolgimento e di partecipazione da parte degli stessi;
  • Individuazione e nomina dei facilitatori dei c.d. Focus Groups (in ragione dei principali indicatori
  • Preparazione e realizzazione della formazione e del Seminario di lancio del CPAT in Italia, che si e tenuto a Roma il 23 e 24 marzo 2017 clicca qui..

 In essa si prevede :

  • Conduzione di consultazioni parallele con differenti stakeholders e con i minorenni (attraverso i c.d. Focus Groups), con ipotesi di lavoro anche on line: i c.d. Focus Groups previsti possono raggiungere il numero di 10 (per ogni indicatore), ciascuno composto al massimo da 15-20 minori (opzione: 15), con la partecipazione di rappresentanti delle ONG, che si riuniscono per mezza/intera giornata, sotto la guida di un facilitatore .
  • Nel caso dell’Italia si è stabilito di analizzare 5 indicatori della Guida  ( il 3, il 4, il 7, l’8 e il 9) in 5 regioni Lombardia, Liguria, Veneto, Lazio e Trentino Alto Adige.

 

In essa si prevedono le seguenti azioni:

  • Raccolta dei risultati delle consultazioni e compilazione del c.d. Rapporto nazionale, da tradurre anche in formato child friendly
  • Organizzazione di un evento di presentazione a livello nazionale con la partecipazione dei ragazzi coinvolti;
  • Co-organizzazione e successiva partecipazione nel 2018 ad un evento congiunto con gli altri due Paesi-pilota a Strasburgo.